IL PRETE

Ieri venne da me don Benedetto
Per farmi rammendare quattro pianete
E vedendo un rialzo nel letto,
Mi chiese: "Signora[1] , qua cosa tenete?"

Io gli risposi che vi tenevo il prete[2]
Per non adoperare lo scaldaletto,
E lui allora cominciò: "Eh, se volete,
Son prete anch'io": e qua fece l'occhietto.

Capite, il signor pretino d'ottanta anni
Che stomaco aveva, e che coscenza
Col suo cinto erniario e con i suoi malanni?

Ma sai cosa gli dissi? "Signora schifezza,[3]
Cosa cercate? la vulva che vi uccida?
Io non faccio peccato e penitenza".[4].

Roma, 15 gennaio 1833


[1] · L'espressone "sposa" (pronunciata sempre con la "o" chiusa) è il termine generico con cui vengono apostrofate le donne sposate (in opposizione a "zitella" = ragazza non sposata).
[2] · Il "prete" era uno strumento di legno per mezzo del quale veniva sospeso sotto le coperte del letto un piccolo caldaio; la funzione era la stessa dello scaldaletto tradizionale, costituito da un caldaio con manico.
[3] · Epiteto dispregiativo, ovviamente riferito al prete.
[4] · Cioè il giacere col vecchio prete avrebbe costituito allo stesso tempo un peccato e una penitenza.