GLI SPIRITI[1]

III

Tu conosci la moglie di Fichetto[2]:
Beh, lei giura che suo nonno,
Una notte nel dormiveglia,
Si sentì fare un sospiro a capo del letto.

Alzò la testa, e ne sentì un secondo.
Allora con quanto fiato aveva in petto
Strillò: "Spirito buono o maledetto,
Dì in nome di Dio; cosa cerchi al mondo?"

Disse: "Mille anni fa ero Badessa,
E in questo luogo dov'era il dormitorio
Mi penetrai con un cetriolo.[3]

Dai uno scudo al pigionante, a don Liborio,
Per farmi gli esorcismi e farmi dire una messa,
Se vuoi liberarmi dal purgatorio".

Roma, 17 novembre 1832


[1] · Questo è il terzo di cinque sonetti col medesimo titolo, scritti fra il 16 e il 22 novembre.
[2] · Fichetto è un soprannome.
[3] · La traduzione letterale è un po' forte: "Mi sfondai la vulva con un cetriolo." (si noti che "cetriolo" è anche uno dei mille eufemismi con i quali a Roma si indica l'organo genitale maschile). Di nuovo, un tipico contrasto fra un personaggio religioso, la Badessa, e una pratica decisamente... profana.