IL LIBERO COMMERCIO

Ebbene? Sono puttana, vendo la mia pelle:
Faccio la prostituta, sì, sto al cancelletto[1] :
Lo prendo in quello largo e in quello stretto[2]:
C'è nient'altro da dire? Che belle cose![3]

Ma, signor babbeo, sono stata anch'io
Vergine come tutte le ragazze;
E adesso non v'è alcun debitore
Sulla lana e la paglia del mio letto.[4]

Sai di cosa mi lagno? Non del mestiere
Che sarebbe bello e buono, e quando rende
Non può trovarsi al mondo altro piacere.

Ma di queste dame che stanno nascoste
Mi lagno, le quali, vedendo quanto frutta
L'attività, ci rubano i clienti.


Roma, 16 dicembre 1832


Note
[1] · Le prostitute usavano mostrarsi da locali che davano sulla strada chiusi da un cancello basso, così che la parte superiore agiva da finestra.
[1] · Evidente allusione a... varie pratiche sessuali.
[1] · Evidentemente obiettando ad una critica mossale.
[1] · L'intera frase ha il significato di:
"E ora non vi è nessuno che non abbia conosciuto il mio letto".