IL COMPANATICO DEL PARADISO[1]

Dio, dopo aver creato in pochi giorni
Quello che c'è di bello e di brutto,
In paradiso, o nei suoi paraggi,
Creò un gancio e vi attaccò un prosciutto.

E disse: "Quella donna che in tutta
La sua vita non mise corna,
Ne riceva una fetta, così da non mangiare asciutto
Il pane del cielo dei nostri forni".

Morì Eva, morì Lia, morì Rebecca,[2]
Insomma, fino a tua moglie, a mano a mano,
Morirono tutte, scegli pure a caso.

E tutte quante col coltello in mano
Quando si trovarono a tagliare fecero cilecca:
Sono seimila anni, e quel prosciutto è sano.

Roma, 26 gennaio 1832


[1] · Questo sonetto non è realmente tratto da un soggetto biblico, ma è nello stesso stile.
[2] · Rispettivamente, le mogli di Adamo, Giacobbe e Isacco.