IL SACRIFICIO D'ABRAMO III

III

"Pazienza", dice Isacco al suo crudele padre,
Si butta su una pietra inginocchiato,
E quel padre malvagio alza il coltello[1]
Tra capo e collo del povero sempliciotto.

"Fermati, Abramo: non calare quel braccio",
Strilla allora un Angelo da un angolo:
"Dio ti volle provare con questo setaccio..."[2]
Bee, bee... Chi è quest'altro! è un montone.

Insomma, amici cari, io già son stanco
Di raccontarvi il fatto per esteso.
La pecora morì: fu salvo Isacco:

E quella pietra che mi avete udito
Menzionare sul più bello del sopruso,
Sta a Roma, in Borgo Nuovo, in una chiesa.[3]

Roma, 16 gennaio 1833


[1] · Nel dialetto romano, 'boja' è soprattutto usato nel senso di 'malvagio', 'perfido'.
[2] · Ti volle mettere alla prova, metaforicamente, come si passava al setaccio la farina.
[3] · La chiesa era S.Giacomo Scossacavalli, che sorgeva nell'antico quartiere di Borgo Nuovo, demolito negli anni '30 per realizzare via della Conciliazione.