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Sudano sopiti i tetti prigionieri di luce opaca. Una fontana centellina gocce fiacche per la piazza rovente. Si affacciano alla via stupita persiane serrate per solitudini mute. Dall'ansia di fronde assetate crepita la monotonia di cicale petulanti. Si velano tremule immagini all'occhio stanco sulla tavolozza impallidita. Spento è il cielo in assenza di voli. Mondo di specchi assurdi, dissimulato, vuoto, lunare, soffocato, ansimante... Covo di fate morgane divelte dal reale mi trovi assorto nel respiro affannoso, avvinghiato a poligoni di ombre, chiuso nel guscio di pensieri solitari, in pausa pesante, senza il ritmo di sintonie amiche al di là del muro di spine che sfida la calura prepotente. |