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Tremolio d'ombre e di silenzi al bisbigliare di lente preghiere tra veli di dolente stupore e lamento increspato di fiori. Odore di cera e d'incenso a scolpire la trepidazione del Sepolcro in eterni riti, certi del miracolo ancora. Tace l'ansia del campanile, sordo al richiamo della rondine mai paga, e dorme la voglia d'armonia nella veglia assorta e smarrita. L'intristito vagare scivola piano sull'argento pallido degli ulivi in cerca del giorno avido di luce e di suoni. Ed il giorno venne... Il fragore dell'alba risorta sbiancò la faccia cupa delle tenebre all'esplodere del "Gloria", grido complice d'intesa del Cielo e della Terra. Al trastullo del vento, l'onda tersa della meraviglia sgusciò nel tremore del risveglio e accese di fragranze d'aria e d'acquasanta i germogli del petto, che non aveva dubitato. |