| La luna e la sua donna |
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Diva, antiquo splendor del primo cielo, liquida più che mai, più relucente, tempra l'ardor de l'infiammata mente, col notturno, soave e dolce gelo. Forse però ne vai senza alcun velo, che 'l proprio specchio or vedi in occidente; miralo ancor dentro 'l mio petto ardente, ch'a te, che tutto vedi, io già no' 'l celo. Contempla e mira ben l'alma figura, quegli occi, che di mente mi privaro e quella fronte in nulla parte oscura. Vedi il solido petto, e bianco e chiaro: così bella saresti così pura, s'avessi più del senso e men del raro. Benedetto Gareth detto il Cariteo (1450-1514) |
(Testo inviato da Turuche) |