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1783-1851
Va per la selva bruna solingo il trovator domato dal rigor della fortuna. La faccia sua sì bella la disfiorò il dolor; la voce del cantor non è più quella. Ardea nel suo segreto; e i voti, i lai, l'ardor alla canzon d'amor fidò indiscreto. Dal tàlamo inaccesso udillo il suo signor: l'impròvvido cantor tradì se stesso. Pei dì del giovinetto tremò alla donna il cor ignara fino allor di tanto affetto. E sùpplice al geloso, ne contenea il furor: bella del proprio onor piacque allo sposo. Rise l'ingenua. Blando l'accarezzò il signor; ma il giovin trovator cacciato è in bando. De' cari occhi fatali più non vedrà il fulgor, non berrà più da lor l'oblio de' mali. Varcò quegli atri muto ch'ei rallegrava ognor con gl'inni del valor, col suo lïuto. Scese, varcò le porte, stette, guardolle ancor: e gli scoppiava il cor come per morte. Venne alla selva bruna: quivi erra il trovator, fuggendo ogni chiaror fuor che la luna. La guancia sua sì bella più non somiglia a un fior; la voce del cantor non è più quella.
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