EMIGRANTE


Con lo sguardo stanco, inutilmente perso all'orizzonte
Col pensiero alla terra lontana, oltre mare, oltre monte
Nelle pupille, la casa natale, la vecchia cucina odorosa
Pensa ancor a quell'ultima notte, alla sua giovane sposa

Alle sue morbide mani, ai suoi fianchi, ai suoi occhi dolci
Ai ti amo confusi, sussurrati tra i lunghi capelli disciolti
A quelle labbra tremanti che si persero nell' alba grigia
Di quel giorno d'addio, al passo legato alla pesante valigia

Confusi ricordi, dolci ed amari, a volte pungenti come stiletto
Inaspriscono l'anima, umettano gli occhi, trafiggono il petto
Ma il ricordo del cielo sopra i suoi monti, riaccende brillante
La speranza che termini quest'arido errar, da uomo emigrante

  (Dedicata a tutti coloro che lasciarono la loro terra, la loro casa e i loro cari per una speranza di vita migliore in terre e tra genti sconosciute)

Gavorchio Settembre '96 (pubblicata sull'opuscolo Racconti e Poesie e sul periodico La Provincia)