IL FIGURINAIO


Una mano bussa forte, in quella grigia via,
ad una, a cento porte, offrendo mercanzia.
"Madam', mademuaselle, vulé le statuette?
guardate 'vant'èn' belle, che dorci siluette!

Fan' solo sette franchi, sa..anch'io gè' famiglie!
Prendè' dù' cicchi* bianchi, per la petitte figlie!"
"I'r prezzo è assai tirè', l'ho già ridotto all'osso!
Le gesso è colorè, Madame, meno 'un posso!

Bien... facciamo sei, ma badi, ci rimetto!
Proprio perch'è lei !" E abbozza un sorisetto.
Que'r ciuffo di capelli, biondi da straniera,
que' l'occhi chiari e belli, ne'r bigio della sera,

nì' fan' tornà' alla mente, la donna che l'aspetta,
Coreglia, la su' gente, què' monti, la casetta.
"Madame mersì', orvuà' " Ossequia ringraziando,
"C'est trés gentil à toi ! " Lei risponde sorridendo.

Lù' guarda tristemente, la casa e la Madame
e pensa: Quella è gente che ha conosciuto fame.
Sospira e s'incammina, con passo cadenzato,
e alla porta lì vicina, la man' ha già bussato.

I'r pensiero sempre assorto, alla tèra sua lontana,
la vigna, i'r campo e l'orto, lasciati giù in Toscana.
"Oui dite, c'est pourquoi?" 'Na voce lo risveglia,
"Madame, scusè' muà'.... sognavo di Coreglia*!"

  Primo premio Concorso Nazionale di Poesia, Città di Capannori dicembre 1998 Pubblicata sul periodico "Racconti e Poesie"
inserita nella Antologia di "Autori Lucchesi 1998/99"
inserita nella Antologia di poesie "Città di Capannori 1999"

(il protagonista parla un francese stentato e scorretto)
*Coreglia è un paesetto delle montagne lucchesi conosciuto per l'esportazione di statuette di gesso in tutto il mondo e dove si trova un museo dedicato alla Statuina di gesso.

(Cicchi = Statuetta riproducente un bambino)
(Coreglia = Paese della Garfagnana lucchese famoso per la produzione e l'esportazione di statuette di gesso (figurine) di cui ha anche un museo.
I "Figurinai" erano artigiani che a mezzo di stampi confezionavano statuette, per poi andare a venderle in tutta Europa facendo porta a porta, come i "vù cumprà" di oggi.)