Antonio Blunda

A volte un bacio Davanti ho me stesso Quiete notturna

A volte un bacio

A volte un bacio
è una ferita aperta...
Si consuma come una ruota
come una ruota per strada...
E' un passaggio atteso,
una spina nel fianco...
A volte un bacio
è l'ultimo dei baci,
sembra velluto
eppure è sale...
A volte un bacio
è all'improvviso
nasce soltanto per sparire
sembra che viva, poi va perduto...
A volte un bacio
è un girotondo di pensieri
Mille t'offuscano la mente
Cento t'avvolgono stretto
Dieci ti danno amore
Uno soltanto ti fa sognare...
Ma il bacio che mi hai dato
è su un binario
e ancora adesso corre
e mi trasporta, credi,
ovunque ne abbia voglia...

 

 

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Davanti ho me stesso


Davanti ho me stesso
Ombra della mia inquietudine
Speranza di vivere e sogno di morte...
Sono un'impronta lasciata sulla sabbia...
Torna a mascherarti, o Dio,
credevo dominassi...
Ma quest'urlo che mi cacci in gola
Ha un eco ancora
Nella fioca vastità che avverto...

 

 

 

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Quiete notturna

Contorni d'ombre
affondano le case,
senza confine.
Un uomo si commuove.
Ha visto il suo cammino
e ritornando a casa
adesso ascolta
sull'uscio di una porta
il canto di una madre
al suo bambino:
è una preghiera.
Forse l'avea sepolta.

 

 

 

 

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