| Angeli |
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crescemmo. credemmo di essere eterni. concepimmo l’idea che il treno del destino fosse solo un serpente allevato nell’inferno. per il resto, i problemi erano nostri, una discussione franca, tra noi e Dio. quando ci incontrammo avevamo paura, tutto adoravamo dei discorsi ascoltati fino allora. non capivamo i perché del serpente, nemmeno al destino molto credevamo. ma bisognava fingere di esserci, uguali a tutti gli altri. fu allora che il serpente si destò dal sonno e disse che nel cielo il destino è un’altra cosa. su una fragile zattera stavamo attraversando il mondo. alte le mosche volavano felici. |
| Alfredo Bruni |