LA BISTECCA



Mangià delle bistecche in casa mia?
'Un s'è mai uso, almeno che ricordi,
era un gran lusso andà in macelleria,
sempre question de' maledetti soldi;
ma un bel giorno vense l'occasione,
dovevin' andà tutti a fà una gita,
"'Un vòi venì...? dicci la ragione."
Ma io zitta mi leccavo già le dita.
Me n'ero compra una bella grossa,
me la sarei mangia tutta intera,
du' foglie d'insalata verde o rossa,
ci vol' che andà a girà tutta la tera...!
L'abbrostolii ben bene sulla brace,
e la strusciai con l'aglio e il temarino,
nessuno più di me era felice,
una bistecca e un bel bicchier di vino.
Quando fu cotta mi sembrò un miraggio,
mi parve d'esse' la più grande diva,
dissi: "a noi due" e feci il primo assaggio,
... oddio che delusion... era cattiva;
la risentitti... macché 'un mi piaceva,
"qui c'è qualcosa che 'un ha funziono,
eppur c'ho messo quel che ci voleva,
l'ho unta per un' fin' con l'oglio bono".
La presi e la tirai dalla finestra,
con quanta rabbia io c'avevo addosso,
"che almeno il cane oggi faccia festa,
(ma ni restasse di traverso l'osso)".
Fu in quel momento che mi vense in mente,
quando ormai era in bocca all'animale,
e fra un popo' 'un mi piglia un accidente,
"ecco che aveva... ci mancava il sale".