| A un'Amica Lontana |
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Che gioia guardarti, Angelo Biondo, brillii lucevano, sul tuo limpido volto, in occhi di giada, in pace col mondo. Che bello parlarti, gradevole fiore, dei Poeti ogni Verso ti pareva rivolto, giacché infondevi fragranze d'amore. Al tuo fianco saggiai un sentore divino, a te confessai i miei celati segreti, mentre ignara, tu eri, del rio Destino che rapita t'avrebbe negli anni più lieti incupendo il tuo sguardo, ancora fanciulla, esiliando i tuoi sogni in un orrido Nulla. È brutta un'estate se ha colori slavati, e triste il saper che mai più raggeranno, così è aspro il ricordo dei giorni passati se si deve accettar che non torneranno. Che vuoto nell'anima, amica smarrita! Che fredda la notte, farfallina avvizzita! Che rabbia, nel cuor, nel vederti tradita da Colei che amasti di più... dalla Vita. |
| (Davide Vaccino) |