| Auxesia
Fragile ricordo di mia nonna
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Quante al di lą del tempo che esauriamo ignari stagioni fosche d'ubriache sere sono passate sfiorandoti lungo i seni sottile la follia che nei diurni accendeva ricolma e vuota con movimento di fonte l'essenza da te permeata. Sono passati oltre il vento lo strepitģo del nulla nelle melancolie di sere i moti stagionali d'intuizioni acerbe e tu che in esse dimoravi la mano improvvisa sul tuo ventre d'ignoti figli come una culla posavi. Ora il tempo non esiste e non ragiona mentre il vento in cornice di foglie percorro e sempre l'autunno m'aspetta al tuo venire, improvvisa maschera č la tua morte l'allegoria solida del vuoto trascese le infinitą e l'oblio schiva nel mio specchio di sorte e nuda su una terra di commiato resto. Durerą questa esistenza di memoria permessa ai duri saccheggi d'eterno che una mente disposta al tedio s'abitua a fare ma non saranno pił le tue frasi sull'erba mossa d'ombra lunare a serrarmi dentro quell'incoscienza amara di misurare il mondo con due mani tese e un cuore d'uccello per estati eterne a stringere pioppi in un battito d'ali. |
| Donatella
Bartolini mail: dona_b@virgilio.it |