Auxesia
Fragile ricordo di mia nonna

Quante
al di lą del tempo
che esauriamo ignari
stagioni
fosche d'ubriache sere
sono passate sfiorandoti
lungo i seni sottile
la follia che nei diurni
accendeva ricolma e vuota
con movimento di fonte
l'essenza da te permeata.
Sono passati
oltre il vento
lo strepitģo del nulla
nelle melancolie di sere
i moti stagionali
d'intuizioni acerbe
e tu che in esse dimoravi
la mano improvvisa
sul tuo ventre
d'ignoti figli
come una culla posavi.
Ora il tempo
non esiste e non ragiona
mentre il vento
in cornice di foglie percorro
e sempre l'autunno
m'aspetta al tuo venire,
improvvisa maschera
č la tua morte
l'allegoria solida del vuoto
trascese le infinitą e l'oblio
schiva
nel mio specchio di sorte
e nuda
su una terra di commiato resto.
Durerą questa esistenza
di memoria permessa
ai duri saccheggi d'eterno
che una mente disposta al tedio
s'abitua a fare
ma non saranno pił
le tue frasi sull'erba mossa
d'ombra lunare
a serrarmi dentro
quell'incoscienza amara
di misurare il mondo
con due mani tese
e un cuore d'uccello
per estati eterne
a stringere pioppi
in un battito d'ali.
Donatella Bartolini
mail: dona_b@virgilio.it