Bice

Si chiamava Bice.
Tutta la vita
dietro una finestra.
La campagna si vestiva,
cambiava:
bianco neve, giallo maggio,
verde caldo, ocra castagna e Bice
sempre ferma a guardare il tempo
che sfumava tra i vetri.
Cosa poteva pensare del mondo,
quel che poteva immaginare di noi,
lei gracile, mite.
I sogni di Bice. Sì, certamente.
Osservava.
Rondini libere, api instancabili, gatti,
lucertole e bimbi paffuti
nati ogni anno, nuovi sotto i suoi occhi.
Quella era Bice,
piccolo punto nel mio passato.
Ecco oggi la finestra
con tende lacere, ma Bice
non se ne andrà mai
finchè qualcuno come me
vorrà pensarla.