| MORTE A 180 |
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E' Sabato sera, ci si diverte, le discoteche restano aperte, bagno di folla, balli e brama di gloria, tutto va bene per fare "serata" e baldoria. Molto liquore, ecstasi e spinello, ti fan sentire molto pių bello, tolgono il timore di qualche rifiuto, ti fanno sembrare simpatico e arguto. La notte č lunga ma finisce lo stesso, quel che hai in corpo non lo butti nel cesso, e allora fuori in macchina continua lo sballo, vuoi andare pių forte vuoi fare il "gallo"! Pigia l'acceleratore a tavoletta, vai sempre pių forte sembri una saetta. Stridon le gomme, romba il motore, sei sorpassato non lo puoi digerire, devi dimostrare di esser migliore, adrenalina a fiotti e batticuore. Scattano i freni si inchiodano le ruote, un urto violento l'auto si scuote, urla disperate lamiere contorte, le persone con te ormai sono morte. Chiudi gli occhi sei disperato, forse speri di aver solo sognato, ti risvegli di scatto in un ospedale, con tutto il corpo che ti fa molto male, ti guardi in giro sperduto e sconsolato, di compassione sei circondato, ti č andata bene tu guarirai, ma i tuoi amici non li rivedrai mai. Se non sulla tomba, un cippo o una stele, hai la bocca amara come la fiele, ti volti indietro con i ricordi e la mente, proprio un bel sabato, veramente... U na sera folle, gagliarda, irraccontabile, ma che ha lasciato un vuoto incolmabile, giovani vite, sorrisi e riampianti, spente in un secondo: quando ti schianti! Ennio Masperi |