| Debole è l'uomo |
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Tanti son e furon quelli, che del mondo e de' natura i segreti voller aver cura, e disperaron la lor vita con pesanti fardelli. Oh se sol conosciuto avessero il più grande dei misteri, quel del flusso magico e sincero, che sol a te dona i miei pensieri. Anch'io un di quei un tempo fui; ma tutto ora un senso trova e tutto è: il sole, il fiore e il cielo più non scruterò, se non quando tuo viso e tua forma rimirar potrò. Tanti usi son la gola soddisfare: ma a me che serve, se il pascer mio è il sol te guardare? Per altri il sonno della notte è il re: ma io non dormo, se non per sognar te. Debole è l'uomo, e per Cupido soffre! Come l'uom ch'al divin cospetto picciol si sente, tal son io a tua immensa presenza: eterno voi che sia, il mio dolce riempir di tua essenza. |
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