Debole è l'uomo

Tanti son e furon quelli,
che del mondo e de' natura
i segreti voller aver cura,
e disperaron la lor vita con pesanti fardelli.

Oh se sol conosciuto avessero
il più grande dei misteri,
quel del flusso magico e sincero,
che sol a te dona i miei pensieri.

Anch'io un di quei un tempo fui;
ma tutto ora un senso trova e tutto è:
il sole, il fiore e il cielo più non scruterò,
se non quando tuo viso e tua forma rimirar potrò.

Tanti usi son la gola soddisfare:
ma a me che serve, se il pascer mio è il sol te guardare?
Per altri il sonno della notte è il re:
ma io non dormo, se non per sognar te.

Debole è l'uomo, e per Cupido soffre!
Come l'uom ch'al divin cospetto picciol si sente,
tal son io a tua immensa presenza:
eterno voi che sia, il mio dolce riempir di tua essenza.
fabiuz@ciaoweb.it