Danzala Naturalmente
Volteggiando
col piede teso
e arcuato,
la punta
cerca contatto
con l'infinito.
Salto su vette bianche
lungo pendii impossibili.
Provocando valanghe
travolgendo foreste,
modificando profili,
indomabile, inattaccabile,
a cui
ci si può
solo arrendere.
Senza perché,
con capo all'indietro,
corpo ben teso,
apertura di gambe
come ali d'aquila
che la gravità
vince,
anche un attimo
reso eterno.
Raggiungi il vento
che non ti respinge,
tocchi il sole
che non ti liquefa,
cammini sull'acqua
che non t'affonda.
Non ti disperdi,
non ti stanchi,
non ti essicchi.
D'improvviso sei
lucertola
tra gli ulivi secolari,
su muretti a secco
d'estate
con vista sul mare,
Stapiombo
mozzafiato
su piane
azzurro/verde
con barche sospese
e rocce carsiche.
Ciuffi d'erba
e fiorellini
tra sassi
sull' alta costa.
E da lassù
roteando roteando,
con salto nell'acqua,
zampillio
e cerchi
conquistanti
spazio e tempo.