| Angeli del silenzio e della solitudine
da Trilogia neoellenica
|
| Sono tornato ai vostri ultimi regni, nella pace delle vallate e delle rupi, sui sentieri senza più orme. Ho ritrovato l'odore del mirto e della menta selvatica. Mi ha sorriso il muschio come un talismano di smeraldo dimenticato. Ho ritrovato sui ventosi altopiani l'indicibile musica del risveglio del vento e il vorticoso respiro dell'infinito. Ho riascoltato di notte l'infausto incanto delle invisibili civette. E ho trasalito come per un rimorso d'un' inesplicabile colpa. Non fuggite da me Angeli del Silenzio e della Solitudine! Ho bisogno di voi. Ho camminato tanto. Sono un sopravvissuto. E ora sono quasi vicino alle mie origini primigenie. Sento le foglie umide tendermi le loro bocche come coppe inebrianti di purezza. Sarà passato un secolo o una sola notte: non importa più il tempo ora che quest'alba mi guarda come ad un bimbo. I gridi degli anni che sono trascorsi non sono che un'eco remota. Era qui il miracolo della perduta innocenza qui dove ho portato il mio ansito di fuggiasco. Qui mi ha spinto quest'arsura di fresche sorgive come un cervo ferito. Forse solo nell'ultimo istante potrò cogliere per sempre l'intera, viva, pura vostra luce, Angeli del Silenzio e della Solitudine. Per intanto abbiate pietà di me! Felice Mastroianni |
| http://mastroianni.altervista.org |
| (Testo inviato da Aristide Caruso) |