Lavagna
da Quest'ombra sul terreno

È strano che un paese
si porti nel ricordo
con la prima lavagna
(odore di mucca,
freschi occhi di gelso al davanzale),
ma un paese della mia terra
ha il volto disseccato
d'una lavagna, e la cimosa è un vento:
voce tra tante
d'acque e di terra,
linguaggio paesano
cui facemmo l'orecchio
per tante stirpi pazienti.
S'impasta con lagrime
alla madia e al tornio,
s'adagia nel respiro
di veglie senza tempo,
quando mordono fondi i ricordi
coi latrati notturni dalle serre,
e s'appiatta
con la nebbia serale
al fondo del torrente.
Un paese di Calabria
è come un lavagna:
un vento cancella,
lèviga come l'aie al mattino.
Ai ritorni, altri visi:
tenui linee di gesso.
Senti che sopravvivi,
ogni volta più solo,
un po' estraneo a te stesso.

Felice Mastroianni
http://mastroianni.altervista.org

(Testo inviato da Aristide Caruso)