| Poesia del dolore inconsistente |
|
La disillusione si è mangiata tutte le mie parole. Mi hanno spedito una lettera piena di afasia: (non) c’era scritto il vuoto. Magari fossi persa! Magari presa a calci! Ma un male sottile e trasparente mi permea. In silenzio, non tocca il corpo, ma esplode l’anima. Magari nella carne queste bastonate! Invece no. Dei morsi nell’anima non rimangono lividi. Il ladro di infinito non ha parole e non ha speranza: ma spettri sottilissimi a pungere l’esistenza, senza luogo di dolore. Afisicità di quella ferita! In un’emorragia di contenuti, qualcuno si è mangiato me, ed i miei significati. |
(Testo inviato da Gaia Rayneri) |