Don Chisciotte della Mancia
Perdonami Sancio
quel giorno
ti ordinai di diventare pazzo
come me
di aiutarmi ad indossare l' armatura
benedetta dalla dama del castello
e di difendere
i miei sospiri d'amore
fra le rupi della Sierra
io
non fui mai il cavaliere errante
e tu
non fosti lo scudiero
che ti dissi di essere

Perdonami Sancio
per le notti che ti feci trascorrere all'addiaccio
come un pastore malvagio
per tutti quei mulini che ti ho comandato di combattere
armato solo della tua pazienza
e spinto dalla mia follia


Perdonami Sancio
sotto questo pettorale
nessun cuore ha mai vibrato
e la mia lancia ti ha colpito ingiustamente
nel bosco profumato
d'ambra

Lodato sia l' onnipotente Iddio
Lui fu il re di tutti i cavalieri della Terra
e degli angeli del cielo
Lui ancora e' padrone dei miei sogni
Lui e' testimone del mio pentimento
sincero
Sancio ha l' anima retta
Sancio e' fedele
Sancio e' sapiente

ed io sono l'uomo piu' infelice di Spagna
Sancio
adesso da solo
sulla strada di Saragozza
devo vincere la morte
devo baciare le mani alla damigella incantata
dell' ultima festa
alla principessa delle tenebre
devo guardare in faccia la coscienza
libera dagli intrichi
ed inchinarmi al regno maledetto
dei cimiteri d' argento

Sancio
sellera' ancora
Ronzinante
calero' la visiera
trarro' la spada
pronto alla tenzone
ed il destriero agile mi portera' sulle nuvole
bianche
a volare come tutte le frecce
della cattiva fortuna
di cui fui indegno bersaglio

Se Dio
la mia sovrana
ed il mio braccio
mi assistono
mi addormentero' ancora
sotto la grande quercia
di Castiglia
nella solitudine e nel silenzio
cullero' i miei tristi ed amorosi pensieri
aspettero' di essere svegliato dagli scherzi del vento e
dagli innumerevoli uccelli degli alberi
l' erba e i fiori si bagneranno di soave rugiada
i prati splenderannno come oro
nella luce del mattino



Giorgio Bongiorno