«O fossimo più oltre, o fossimo a casa! Vengono, ecco viene il notturno fantasma: sono loro, le sorelle malevole. Ci sfiorano e ci trovano qui, la birra ci bevono, avuta con tanta fatica, e a noi lasciano vuoti i boccali.» Così i bambini, e sgusciano in fretta; allora un uomo anziano gli si presenta: «Silenzio, bambini! Bambini, silenzio! Le benevole vengono dalla caccia, hanno sete, e come gli aggrada lasciatele bere, così sono benigne a voi le malevole.» Detto fatto, il fantasma si avvicina, ha una figura così spettrale e grigia, ma tracanna a furia di grandi sorsate. La birra è sparita, i boccali sono vuoti: ora nelle vaste valli e nei monti strepita e sibila la turba furente. I bambinetti impauriti, svelti a casa, a loro il vecchio devoto si accompagna: «Pupattoli miei, non siate così tristi.» - «Rimproveri e botte a sangue ci attendono.» - «Neanche per sogno, tutto andrà per il meglio, zitti, e state in ascolto come topini. E chi vi dà questi ordini, più che consigli, è lui, che gioca di buona voglia con i bambini, Eckart, il vecchio fedele. Di lui vi hanno detto cose miracolose, ma nessuno aveva ancora le prove; ora le avete, magnifiche, in vostra mano.» Ritornano a casa e posano il loro boccale, timorosi di fronte al padre e alla madre, e attendono busse e rimproveri. Ma ecco, si assaggia: una birra stupenda! Tre e quattro volte si beve a vicenda, e ancora non resta vuoto il boccale. Il miracolo séguita fino all'albeggiare. Ma domanda chiunque può domandare: «Con quei boccali cos'è mai successo?» Lieti in cuor loro sorridono i topini; farfugliano, balbettano e ciarlano infine: in un attimo sono secchi i boccali. E quando, bambini, con volto rassicurante vi parla un padre, un maestro, un uomo importante, ascoltate e seguitelo per filo e per segno! E anche se la lingua la frenate a stento, ciarlare è dannoso, è bene il silenzio; così si riempiono di birra i boccali. |