| ABOMINIO E ACCIAIO |
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Nelle cittą spezzate nelle urla deragliate devastanti sprazzi di recitativi tristi parole scorticate da diari cibernetici parole false come il volto della vergine Maria bella addolorata Monnalisa e imbrattare quel rosso sorriso che ti fa bella la faccia scavando cerchi nella carne nelle ali trascinate dal tuo giovane corpo di chip. Acciaio violento abominio le tue orecchie piagate che piagai il pugno dolente deviante dentro la tua giovane bellezza sparpagliata sul cemento e dipingere aquiloni a spregio della razza che ci ha sacrificati e volare ancora al centro dentro il centro della matrice e mentre bitzodapazzi chiedermi ancora ancora dove si sono nascoste dove le mie parole. Copyright 2004 Heiko H. Caimi |