SPETTRI

Vibrano in ghigni assassini
di smunti demoni folli
sottili, ruggenti blasfemie
muggite attraverso i denti.

Donne enormi sottomettono
piccoli, squallidi e freddi
cadaveri di bimbi vivi
stuprati nelle botte e dall’odio

violenti figli scaraventati
tra le lacrime del caos
tra sbornie e “va all’inferno”
tremando come tigri braccate.

Pile di piatti verdi e rossi
rompono urla di casalinghe
che gridano, isteriche scimmie
in terremoti di pugni e calci.

Il triste fervore di Dio
corre nel pianto dei bimbi la notte
fra gente immobile e orrenda
che non abita alcun luogo vivente.

E non si vergogna l’indifferenza ubriaca
negli sterili lamenti imprecati
in battaglie di mobili sfasciati
combattute strisciando e tradendo.

E i cacciatori sanno violare
le oscure tane di tigre
-animali spinti, violati e tremanti-
umide come odio e vendetta.

Volti deformati dal vino
congestionati in espressioni satolle
costringono tigri ad aprirsi
e a gridare morte e dolore.

E non si chiude la partita dei padri
sui consunti gradini dell’odio
e si strangola di parole e di schiaffi
l’accasciato, moribondo affannarsi

di queste vecchie ragazzine cenciose
di queste madri rattrappite
in attesa, nelle brume dell’alba
dei loro spettri riflessi nei vetri.

Copyright 2004 Heiko H. Caimi