A. E. Housman


« NON DITEMI QUI, NON OCCORRE »



Non ditemi qui, non occorre,
Quale aria intoni la maga
Tra l'erbe del molle settembre
O sotto i pallidi biancospini,
Poiché lei e io ci frequentammo a lungo
E tutti i suoi modi io conobbi.

Su zolle rosso-brune, presso acque immote,
Il pino lascia cadere i suoi coni;
Il cuculo grida tutto il giorno a nulla
In fogliose vallette tutto solo;
E la gioia del viaggiatore illude nell'autunno
I cuori che hanno perduto la loro.

Per acri e acri d'erbe andate in seme
Ansima la varia brunitura;
O allineati sotto lune settembrine
Stanno la notte intera inunobili i covoni;
O faggi si spoglìano per l'inverno negli uragani
E macchiano di foglie il vento.

Abbiate, come io ebbi per una stagione,
I paesi cui rinuncio,
Dove, lungo le piane ricche d'olmi, la strada
Saliva le colline e biancheggiava,
E la foresta ombrosa, folta di colonne,
Mormorava ed era mia.

Perché la natura, l'ottusa natura senza cuore,
Non chiede né sa
Quali piedi stranieri incontrino il prato
E sconfinino e vadano,
Né chiede tra le stille del mattino
Se essi siano miei o no.