I passi nella notte

Calcare i marciapiedi a notte fonda
è un’abitudine che allieta il sangue
che di giorno si raddensa nervoso,
rinchiuso dalla pleura quotidiana,
quasi prelibatezza d’alta classe
da accompagnarsi doverosamente
con un’amara tisana d’amore.

E mentre con la punta delle scarpe
si fanno rotolare i sassolini,
piccole schegge d’orgoglio sfregiato,
è lieto ascoltare il suo carillon
suonare acerbe frequenze d’affetto
come onde che sbattono violente
fra le intricate vie della memoria.

L’oscuro rombo del giorno sopprime
lo sciabordio delle conchiglie,
ma l’asfissiante profumo che l’aria
racchiude nelle tenebre d’agosto
raccoglie i sensi in un corale canto
d’abbandono.