Federico Garcia LorcaQUATTRO BALLATE IN GIALLO
c'è un alberino verde. Pastore che vai, pastore che vieni. Uliveti sonnolenti calano al piano ardente. Pastore che vai, pastore che vieni. Bianche pecore non hai, né cane né vincastro né amore. Pastore che vai. Come un'ombra dorata ti dissolvi nel grano. Pastore che vieni.
II Linello, linello, pastorello. Né luna bianca né stella lucevano. Linello, linello, pastorello. Bruna vendemmiatrice taglia il pianto della vigna. Linello, linello, pastorello.
III sul campo d'oro. I buoi han ritmo d'antiche campane e occhi d'uccello. Nati per le mattine di nebbia, eppure forano l'arancia dell'aria, nell'estate. Vecchi dalla nascita non hanno padrone e ricordano l'ali dei loro fianchi. I buoi sempre vanno sospirando sopra i campi di Ruth in cerca del guado, dell'eterno guado, ubbriachi di stelle a ruminarsi le lacrime. Due buoi rossi sul campo d'oro. IV delle margherite cammino. Immagino questa sera d'essere un santo. Mi misero la luna nelle mani. Io la riposi di nuovo negli spazi e il Signore mi premiò con la rosa ed il nimbo. Sul cielo delle margherite cammino. Ed ora me ne vado per questi campi a difender le ragazze dai giovanotti cattivi e a dare monete d'oro a tutti i fanciulli. Sul cielo delle margherite cammino. |
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