|
GIOVANNI MARRADI |
|
In giardino |
|
Non un fremito d'aura giocondo nell'afa ardente. Su l'immota frasca tace ogni trillo, e boccheggianti a fondo giacciono i pesci d'oro entro la vasca. Passa d'uccelli una tribù fuggiasca radendo in fila il bosco stilbondo, e i gigli stanchi senton la burrasca che soffocante gravita sul mondo. Oh mentre il viso tuo sfiorisce e langue come quei gigli, e fra ridente e mesta mi guardi effusa d'un pallore esangue, tu pure, inconscia, senti la tempesta d'amor che t'urge e che t'affanna il sangue, e stanca di desio pieghi la testa. |
|
Autore: G. Marradi (1852 - 1922, Livorno) Note: Poeta sostenitore di una poesia virile e patriottica, trovò la sua espressione ideale nella descrizione del paesaggio e nel canto del sentimento amoroso. Opere: "Canzoni Moderne", 1879; "Fantasie Marine", 1881. |