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Appena squillò la tromba, tutto era pronto sulla terra, e Geova divise il mondo tra Coca-Cola Inc., Anaconda, Ford Motors, e altre società: la Compagnia United Fruit si riservò la parte piú succosa, la costa centrale della mia terra, la dolce cintura d’America. Ribattezzò le sue terre “Repubbliche Banane”, e sopra i morti addormentati, sopra gli inquieti eroi che conquistarono la grandezza, la libertà e le bandiere, instaurò l’opera buffa: cedette antichi benefici, regalò corone imperiali, sguainò l’invidia, e chiamò la dittatura delle mosche, mosche Trujillo, mosche Tacho, mosche Carías, mosche Martínez, mosche Ubic, mosche umide d’umile sangue e marmellata, mosche ubriache che ronzano sopra le tombe popolari, mosche da circo, sagge mosche esperte in tirannia. Tra le mosche sanguinarie sbarca la Compagnia stipando di caffè e frutta le sue navi che poi scomparvero come vassoi con il tesoro delle nostre terre sommerse. Frattanto, entro gli abissi pieni di zucchero dei porti, cadevano indios sepolti dal vapore del mattino: rotola un corpo, una cosa senza nome, un numero caduto, un grappolo di frutta morta finita nel letamaio. |