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- Un po' di pace basta a rivelare
- dentro il cuore l'angoscia,
- limpida, come il fondo del mare
- in un giorno di sole. Ne riconosci,
- senza provarlo, il male
- lì, nel tuo letto, petto, cosce
- e piedi abbandonati, quale
- un crocifisso - o quale Noè
- ubriaco, che sogna, ingenuamente ignaro
- dell'allegria dei figli, che
- su lui, i forti, i puri, si divertono...
- il giorno è ormai su di te,
- nella stanza come un leone dormente.
- Per quali strade il cuore
- si trova pieno, perfetto anche in questa
- mescolanza di beatitudine e dolore?
- Un po' di pace... E in te ridesta
- è la guerra, è Dio. Si distendono
- appena le passioni, si chiude la fresca
- ferita appena, che già tu spendi
- l'anima, che pareva tutta spesa,
- in azioni di sogno che non rendono
- niente... Ecco, se acceso
- alla speranza - che, vecchio leone
- puzzolente di vodka, dall'offesa
- sua Russia giura Krusciov al mondo -
- ecco che tu ti accorgi che sogni.
- Sembra bruciare nel felice agosto
- di pace, ogni tua passione, ogni
- tuo interiore tormento,
- ogni tua ingenua vergogna
- di non essere - nel sentimento -
- al punto in cui il mondo si rinnova.
- Anzi, quel nuovo soffio di vento
- ti ricaccia indietro, dove
- ogni vento cade: e lì, tumore
- che si ricrea, ritrovi
- il vecchio crogiolo d'amore,
- il senso, lo spavento, la gioia.
- E proprio in quel sopore
- è la luce... in quella incoscienza
- d'infante, d'animale o ingenuo libertino
- è la purezza... i più eroici
- furori in quella fuga, il più divino
- sentimento in quel basso atto umano
- consumato nel sonno mattutino.
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