Al Cile

Ti saluto, Cile, paese lontano,
che sempre mi torni al cuore.
Di te mi parlano i tuoi poeti
e gli artisti, di cui fin qui
giunge eco: parole e musiche
e immagini che penetrano
e lasciano segno, a tuo onore.
A te realmente non potrò tornare,
ma in altro modo posso venire:
camminerò tra la tua gente,
mi stupirò per monti e mare,
per le tue terre aspre e chiare
e per le brevi, verdi pianure.

Ti amo, Cile,
e soprattutto ti amai
quando tanto soffristi
per spezzare le tue catene;
per ogni tuo martire soffrii
e avrei voluto battermi per te,
ma non potevo che piangere
e pregare e alzare la voce
a denunciare ingiustizie.
Respirai quando tu respirasti
e più degna vita ti fu permessa.
Ora anche tu, come l'Italia mia,
procedi tra difficoltà e incertezze,
ma più consapevole
e deciso a impedire
altri soprusi e tirannie.

Canto a te, Cile glorioso,
alle tue terre alte e tormentate,
al tuo mare d'azzurro vivo,
alle città operose e animate,
ai tuoi eroi, artisti e poeti,
alle tue donne ardenti e forti
a libertà e giustizia votate.
Canto al tuo cuore generoso
che vuol volare e far volare
gli uomini tutti
che ne sono degni.