Souvenir de Paris

Breve fu la visita
che ti feci anni fa:
in pullman per vie e piazze,
con soste nei punti
di maggior interesse turistico.
Per poco fui nella piazza alberata
e nelle vie attorno al Sacro Cuore
(era un bel mattino d'agosto
e vi scorreva acqua, per lavarle).
Mi parve di essere a casa:
le luci dell'aria, i colori, le voci,
i rumori... gli elementi tutti
mi erano familiari e le persone amiche.
Ero già stata lì: nei dipinti
dei pittori a me noti e cari.
Altrove, in città, ammirai
monumenti famosi, in grandiosi scenari,
ma trovai l'anima di Parigi
a Montmartre ed in piazza dei Vosgi:
ritagli d'arte e di storia,
isolati dalla vita quotidiana,
dove è possibile vivere
di utopia e bellezza.
Non mancai all'atteso incontro
con gli Impressionisti,
mi persi nel loro mondo,
ormai senza tempo né limiti,
mondo di armonia:
dell'uomo con se stesso,
con il prossimo, con la natura.
Persone diverse, per età
e ceto e razza e religione,
stavano mute ed attente
ad ammirare ... a farsi ricche.
Dalla Torre Eiffel vidi il sole
tramontare sulle chiese e sugli edifici,
poi salutai Parigi la bella,
passando lenta sotto i suoi ponti
(la sera, su un Bateau Mouche).
Maestosa signora, adorna di gioielli,
indimenticabile pure per gli uomini
che le diedero vita e fama
e per chi ancora la mantiene
spiritualmente ricca ed amabile.

Splendida apparisti ai miei piedi,
dalla Torre.
Io volsi invece
lo sguardo in alto,
al bianco Sacro Cuore,
per trarne benedizioni,
per me e per te.