Viaggio immaginario in America Latina

Credo di avere un po' di sangue
maya, azteco, inca:
fatto più che probabile
perché discendiamo
da un'unica coppia.
Questa affinità si esprime
nell'amore che ho
per questi paesi,
per la loro storia,
per la loro gente.

Rammento di aver pregato
in templi a gradoni,
di aver scolpito idoli di pietra,
foggiato amuleti di ossidiana,
dipinto immagini sacre,
tracciato segnali misteriosi
nelle pianure e geroglifici sulle rocce...
Ho lavorato la terra
e mi sono nutrita
di mais e patate.
Ho cantato e danzato
con i compagni
nelle feste rituali;
ho pianto e pregato
per sofferenze e morti.
Ho reso grazie agli dei
per la vita ed i suoi doni
ed invocato protezione
dai nemici venuti da lontano.
Ho visto la furia
dei Conquistadores
sui potenti cavalli.
Ho visto popoli
di alta civiltà sconfitti
da ambiziosi avventurieri.

Ora vengo, in sogno,
nella mia antica patria,
per ritrovare un po' della mia anima.
Stanno tornando alla luce
le meraviglie di un tempo
e molti giungono a nutrirsene.
Siano risparmiate
agli uomini del futuro
guerre di conquista:
è possibile, e assai più agevole,
godere bellezze e beni
di altri paesi, visitandoli
con attenzione ed amore
ed imprimendoli nel cuore.

Con cappello a bombetta
e poncho colorato,
m'inerpico sulle Ande:
seguo i compagni
tra sassi ed arbusti,
saluto pacifici lama
ed i loro pastori;
candide vette nel cielo turchino
sorvegliano il nostro cammino.

Su una barca di canne
navigo nel Titicaca:
sono restati pochi pesci
per la nostra fame
ed anche i canneti
van scomparendo.
L'antica alleanza
tra uomini e terra
è infranta da superbia
e brama di possesso.

In foreste intricate
m'inoltro, incantata
dal verde e dai colori
di uccelli e fiori:
un intenso e profumato
abbraccio, dal quale
mai vorrei sciogliermi.
Mi perdo a seguire
il corso di fiumi maestosi
e stupisco per le cascate
che sembrano non aver fine.

Tutto è sconfinato
e vario e possente:
la natura mostra
la sua forza benefica,
se l'uomo s'adatta
alle sue leggi e rende grazie.
Di questo continente
vorrei esplorare
ogni angolo vergine
e ammirare i resti
ancor sepolti di grandi civiltà,
per ritrovare le mie radici
e procedere più sicura.
Quando sapremo
chi siamo veramente,
e riconosceremo l'origine comune,
più facile sarà
avanzare insieme:
tutti signori della terra,
tutti fratelli.