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Fontana di Trevi |
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Non ho mai voluto buttarvi una moneta, ma per anni vi sono tornata. Ora manco da tempo, ma non ho dimenticato la sua luce e la sua voce. Sento attorno a me lčabbraccio delle antiche case, il vocio dei turisti e della gente al lavoro, i rumori quotidiani della città moderna. Poi volgo lo sguardo alla fontana e mi immergo in un altro tempo, in un altro mondo. Le grandi figure scolpite e lčelegante architettura parlano un linguaggio per me fin troppo aristocratico; più mi è caro il canto dellčacqua che cade e si allarga nella vasca dal fondo azzurrino. Ritorno col pensiero allčepoca di principi e papi, quando la fontana incantava nobili e popolo. Siedo tranquilla a godere lčargento e la frescura dei rivoli, che scendono dai massi appena sbozzati, e palpito in sintonia con lčanima di Roma. Oggi la fontana chiama con immagini e suoni; perla in un ricco scrigno, si offre allo sguardo stupito e trattiene come per magia. Ha attorno persone dčogni tipo e colore, gente viva e vociante, che riporta alla realtà. Eppure un miracolo avviene: tutti sembrano tornati bambini, bambini che si rallegrano alla bellezza e sčaprono alla speranza e allčamore. |