Pregare

Pregare vuol dire
prestare attenzione:
a Dio (per chi crede),
ai fratelli ed al mondo,
a tutte le creature.
Pregare è mettersi in relazione
con ogni essere e forma di vita:
non se ne può far a meno.
Chi ha fede in un Creatore
Lui per primo dovrebbe pregare
ma non lo si fa
non spesso, non bene
con fatica, con noia
come un pesante dovere.
Eppure è la via migliore
Per indirizzare la nostra esistenza:
abbiamo bisogno di tutto e di tutti
e più ancora di Chi
ci ha mossi ed attende.
Immersi nel fiume della vita
non sappiamo fermarci
a guardare i viventi isolati
dalla massa in frenetico moto;
neppure riusciamo a vedere noi stessi
nel turbine di atti e di fatti:
sembrano più forti dell'uomo
che invece ne è attore primario.
Pregare è acquistare coscienza
di poter essere liberi,
signori di presente e futuro
purché rispettosi delle leggi naturali
e concordi nell'uso dei beni
che sono per tutti.
Si avvicina la primavera:
odo limpide voci di passeri
sul balcone luminoso di sole;
teneri germogli smeraldini
scorgo sulle aiuole sotto casa:
così prego, oggi, Signore!
Possano i miei occhi
vedere e udire ancora
le Tue meraviglie
e sappiano le mie labbra
cantarle e additarle.
E quando il cielo si farà cupo
e mi giungeranno rumori minacciosi,
anche allora io sappia
invocare il Tuo nome
e la Tua misericordia.
Ora a Te mi rivolgo,
Padre buono di tutti:
concedi che ogni Tuo figlio
possa percepire luci nel buio,
dolci suoni nel frastuono mondano,
voci amiche nel silenzio
dell'angoscia e del dolore
Pregare è porger ascolto,
osservare e comprendere,
protendersi attenti e generosi
verso chi ha bisogno
e verso Te, che sai
amare e aiutare tutti.
Ascolta la mia voce, Signore,
e quella dei fratelli:
ogni parola nostra ti sia gradita,
anche quelle poco rispettose,
incerte o insistenti
Tu conosci la nostra miseria
e sai che sempre siamo bimbi
(anche se non lo ammettiamo):
perdona i dubbi e le eccessive sicurezze,
lo scoraggiamento e l'impulsività
la vana verbosità ed il gelido silenzio.
Osservaci ed ascoltaci
Così come siamo:
viene per ognuno il momento
in cui lo sguardo si volge a Te;
sappi coglierlo ed esaudire
la pur muta richiesta
di aiuto e di amore.
E noi pure, che ci diciamo
Tuoi figli fedeli,
prestiamo attenzione
a chi cammina con noi
e forse non osa chiedere
il conforto e il sostegno
di cui è assetato.
Insegnaci a pregare, Signore:
ne abbiamo tanto bisogno!
E non solo per chiedere,
anche per rendere grazie e gioire
cantando le Tue meraviglie.