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EMILIO PRAGA
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Vendetta postuma |
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Quando sarai nel freddo monumento immobile e stecchita, se ti resta nel cranio un sentimento di questa vita, ripenserai l'alcova e il letticciuolo dei nostri lunghi amori, quand'io portava al tuo dolce lenzuolo carezze e fiori. Ripenserai la fiammella turchina che ci brillava accanto, e quella fiala che alla tua bocchina piaceva tanto! Ripenserai la tua foga omicida e gli immensi abbandoni; ripenserai le forsennate grida e le canzoni; ripenserai le lagrime delire, e i giuramenti a Dio, o bugiarda, di vivere e morire pel genio mio! E allora sentirai l'onda dei vermi salir nel tenebrore, e colla gioia di affamati infermi morderti il cuore. |
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(Penombre, 1864) Autore: Emilio Praga (Gorla(Mi), 1839 - Milano 1875) Note: il poeta rifiuta i toni idilliaci e sentimentali e sceglie di svolgere temi macabri e crudamente realistici. Opere di poesia: "Tavolozza", 1862; "Penombre", 1864; "Trasparenze", postume, 1878 |