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Il vino di Montepulciano
satirelli, or chi di voi porgerà più pronto a noi qualche nuovo smisurato sterminato calicione, sarà sempre il mio mignone1; né m'importa, se un tal calice sia d'avorio o sia di salice, o sia d'oro arciricchissimo purché sia molto grandissimo. Chi s'arrìsica di bere ad un piccolo bicchiere, fa la zuppa nel paniere: quest'altiera, questa mia dionèa bottiglieria non raccetta, non alloggia bicchieretti fatti a foggia. Quei bicchieri arrovesciati, e quei gozzi strangolati sono arnesi da ammalati: quelle tazze spase e piane son da genti poco sane: caraffini, buffoncini, zampilletti e borbottini son trastulli da bambini: son minuzie, che raccàttole per fregiarne in gran dovizia le moderne scarabàttole delle donne fiorentine; voglio dir non delle dame, ma bensì delle pedine. In quel vetro, che chiamasi il tónfano2 scherzan le Grazie, e vi trionfano: ognun colmilo, ognun votilo: ma di che si colmerà? Bella Arianna, con bianca mano versa la manna di Montepulciano: colmane il tónfano, e porgilo a me. Questo liquore che sdrucciola al cuore, oh come l'ùgola baciami e mordemi! oh come in lacrime gli occhi disciogliemi! me ne strasecolo, me ne strabilio, e fatto estatico vo in visibilio. Onde ognun che di Lièo3 riverente il nome adora, ascolti questo altissimo decreto, che Bassarèo pronunzia, e gli dia fé: MONTEPULCIANO D'OGNI VINO È IL RE. A così lieti accenti, d'edere e di corimbi il crine adorno, alternavano i canti le festose Baccanti: ma i Satiri, che avean bevuto a isònne4, si sdraiaron sull'erbetta tutti cotti come mònne5 (1)mignone: preferito#1> (2)tonfano: bicchiere largo e profondo#2> (3)Lièo: Bacco#3> (4)a isònne: in abbondanza#4> (5)monne: scimmie, bertucce#5> |