| Itri
(ad una persona che non conosco)
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Nel senso primitivo l'incanto di ciò che è ineducato. Itri non pretende nulla, neppure di essere capita. L'immobilità notturna è rotta dai tamburi, in lontananza un fuoco che non c'è... e vicino un campanile che è bello perché nessuno l'ha mai visto. I sassi si sottraggono alle strade e le imposte alle finestre. A Itri non ci muore mai nessuno e chi lo fa ne ha il bisogno. Gli eventi sono regali che ogni giorno scartiamo a malincuore e purtroppo senza più rumore. Ma in questo silenzio non si può non far rumore, vibra pure un solo bacio, uno fra tanti. Queste vie sono lastre di bronzo su cui tutto può essere inciso e c'è spazio per tutti, anche per chi non ne ha mai avuto e per averlo si è tolto la vita. Bruno, forse non ti ricordi di me, ma in questo silenzio spero che la tua macchia d'inchiostro sia ombra per le nostre luci fioche che il sole che c'è fuori non riesce a far brillare. |