Rainer Maria Rilke
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In queste cupe notti di bufera,
imbatterti tu puoi, rasente i muri,
in spiriti che un dė saranno vivi:
magri, pallidi volti.
cui resti ignoto estraneo,
e che, muti, ti lasciano passare.
Se schiudesser le labbra alla parola,
ecco cosė siccome sorgi e vai,
un fantasma saresti, all'improvviso:
fantasma di cadavere, dissolto
- da gran tempo - sotterra.
Ma restano in silenzio al par dei morti,
gli spiriti che un dė verranno al mondo.
Non ha principio, ancora, l'avvenire.
La sola faccia immergono nel Tempo
come sott'acqua: e non posson guardare!
Ma reggono - per poco - ad occhi schiusi
come sott'acqua: e veggon solamente
pesci guizzare e cānapi tuffarsi.
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