Rainer Maria Rilke
PAGINA TERZA
In queste cupe notti di bufera,
ecco, repente, in un teatro - il fuoco.
Orrido mostro, il gigantesco vano,
a mille a mille i corpi che s'accalcano
ora incomincia, lento, a maciullare.
Uomini, donne, a flutti
s'ingorgano negli anditi;
e come l'uno s'avviticchia all'altro,
crolla la mole e tutti li rapina.
Ciascuno, sotto alle macerie, ignora
chi muoia nella tenebra profonda.
Mentre ha gią franto il cuore,
sono le orecchie ancor piene di grida,
che vengono, che vengono.
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