Rainer Maria Rilke

PAGINA SESTA

In queste cupe notti di bufera,
gli agonizzanti affondano le dita
tremule fra le chiome che germogliano
entro il debole cranio negli eterni
giorni di pena, ed urgono inquiete
come affiorar volessero alla luce
dai gorghi della morte.

Ecco, trascorre per tutta la casa,
e si ripete, quel funebre gesto.
Sembra che mille specchi lo riflettano;
ed in questo angoscioso riscavare
entro il debole cranio, i moribondi
dissipan forze accumulate in giorni,
che sparvero nel nulla.