Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke


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lunghesso gli stormi, bestemmie smagliar di colori altissime risa.
N'è abbacinato, tutto in giro, il paesaggio. Accorrono in variopinte vesti, ragazzi. Baruffe e clamori. Fanciulle che han porpore accese su le chiome fluttuanti. Richiami.
Chiusi in maglie di ferro, donzelli: foschi come la Notte che va. Con cupido ardore abbrancan le donne procaci. Ne straccian le vesti. Le serrano forte, guizzanti, di contro i tamburi. Repugnano, quelle, ritrose. E le mani convulse, a difesa, li destan dal sonno a rullare.
Rullano in sogno. Rullano in sogno, a distesa... E reggono a sera assai strane lanterne. In cuffie d'acciaio, rifulger di rutilo vino. Vino? o sangue?... Chi sa?