Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke
11
Son gli stormi all'addiaccio, di lą della Raab.
Verso il fiume, a raggiungerli, cavalca solo - il sire di Langenau.
Pianura. Sera.
Dinanzi alla sella, balena per entro la polve il fibbiale.
La luna che spunta! Se guarda le mani poggiate al garrese, sovr'esse la vede salire.
Sogna.
ancora lo investe di un grido.
Quel tronco che, solo, si drizza nel piano
Non łlula un gufo. «Pietą!»
Gli lacera il sogno.
Non tace, perdura.
Ma un grido lo investe improvviso.
Nel bujo ove scruta,
qualcosa s'impenna... Un corpo s'impenna
a quel tronco. Di giovine donna
che sanguina ignuda,
e in volto gli avventa: «Soccorso!»
Ed ei balza di sella
tra il verde cui affosca la notte...
Recide quei ceppi di fiamma.
Scorge gli occhi feminci bruciare,
un batter di denti convulso.
Ella ride?
Inorridisce il sire di Langenau.
Ed č in sella, d'un balzo, di nuovo.
Via nella notte a galoppo si scaglia.
E stringe nel pugno quei ceppi roventi.
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