Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke
13
Calpestan, d'un tratto, gli zoccoli il cadavere di un bifolco. Scannato. Sbarra i grandi occhi. In essi, si specchia qualcosa. Non il cielo.
Più tardi, ùlulo di cani. Alfine, un villaggio. Sormonta i tugurii - tutto di pietra - il castello. Si slarga il ponte, invitando. A chi avanza, più vasta la porta vaneggia, via via.
Alto squillar di corni, in saluto. Odi! Strepito, tintinno di ferri, abbajar di mastini.
Per la corte, annitrir, scalpitare, vociare.
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