Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke
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Riposo.
Ospiti, alfine! Non dover sempre servire, con le proprie braccia, ogni brama: di scarse vivande! Non protendere sempre con cuore nemico verso ogni cosa, le mani. Ma lasciar che d'attorno la vita si svolga, succeda - e sapere: «Tutto ciò che accade, e pe'l bene!».
Anche I'anima deve a volte potersi sdrajare, per avvolgersi in sé come in lembi di seriche coltri! Non essere - in eterno - soldati! Ma portar, finalmente, i riccioli liberi per le spalle; e aperto sul petto il largo collare di trine; e posar sovra scrici seggi; e immergersi tutti in un tepido bagno - così... E imparare di nuovo - come la prima volta - le donne... E quali dolci mani esse hanno; e come canta il loro riso, quando paggi dai flavi capelli recano i bei vasellami ricolmi di frutti succosi...
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