Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke
18
«Dimenticato hai forse che mio paggio - per l'intero giorno - tu sei? Mi lasci? Ove corri? La tunica bianca che vesti mi fa oggi sovrana di te».
Egli tace.
«Rimpiangi forse il rude giaco d'acciaio?»
Tace.
«Rabbrividisci di freddo? Nostalgia?»
La Contessa sorride.
No. Rabbrividisce non d'altro che d'aver sentito ricadere, repente, giù da le spalle la sua fanciullezza. Questo misterioso manto soave. Chi mai glielo via tolto di dosso?
«Forse tu?» chiede con voce che gli suona prima - d'ora inaudita.
«Tu!»
Ora, non ha più nulla. Nemmeno un velo su sé. E' ignudo come un Santo.
Esile e luminoso.
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