Rainer Maria Rilke
La ballata su l'amore e su la morte dell'alfiere Cristoforo Rilke


20

Oscurità nella stanza in cima alla torre.
Ma si balenano in volto, a vicenda, coi loro sorrisi. Brancolano ciechi, le mani protese. E' si ritrovan, l'un l'altra, come si trova nel bujo una porta. Al pari di bimbi, cui spaurisca la notte, S'avvinghiano stretti.
Ma paura non hanno.
Nulla, e contro di loro. Non un jjeri. E nemmeno un domani. Che il Tempo è crollato; e dalle sue macerie, fioriscono entrambi.
Egli non chiede: «E il tuo sposo?»...
Non chiede ella: «.... Il tuo nome ?»
Trovati si sono, avvinghiati. Per esser - confusi - una nuova creatura.
E cento nomi novelli si daranno a vicenda: per riprenderseli, piano, l'un l'altro.
Così come si sfila dall'orecchio una perla.